1. Siwa – Egitto

Mentre tutto il mondo va a Sharm el-Sheikh o ai resort del Mar Rosso, c’è un angolo d’Egitto che esiste da prima delle piramidi e che il turismo di massa non ha ancora trovato. Si chiama Siwa, ed è un’oasi in mezzo al deserto occidentale, a 560 km dal Cairo, circondata dal Grande Mare di Sabbia e abitata da una piccola comunità berbera che vive qui praticamente da sempre.

Ci si viene per il safari in 4×4 tra le dune, per galleggiare nei laghi salati come nel Mar Morto, per fare il bagno nella Piscina di Cleopatra, per dormire in eco-lodge costruiti in mattoni di fango e sale senza elettricità, con solo le candele e il cielo stellato più nitido che abbiate mai visto. E per stare davanti al Tempio dell’Oracolo di Amon, lo stesso dove Alessandro Magno si fermò nel 331 a.C., e capire che questo posto esiste da un’eternità.

Ci si arriva con un bus notturno da Alessandria o con un tour organizzato da Il Cairo. Non è comodissima da raggiungere, ed è esattamente per questo che è ancora così.

2.Orsera – Istria

Tutti conoscono Dubrovnik. Tutti vanno a Hvar. Tutti hanno sentito parlare delle isole dalmate. E tutti, arrivando d’estate, trovano una folla che trasforma quei posti bellissimi in qualcosa di difficile da vivere davvero.

Orsera, o Vrsar, in croato, è un borgo medievale di pescatori arroccato su una collina dell’Istria, a 9 km da Parenzo e a 30 minuti da Rovigno. Ha il centro storico di pietra veneziana, il porto turistico più elegante dell’Istria, il Canale di Leme (un fiordo di 12 km con la Grotta dei Pirati che si raggiunge solo via mare) e le acque adriatiche piene di delfini che al tramonto si avvicinano alle barche. Ha tutto quello che cercate in Croazia, senza la folla.

In più: è vicinissima all’Italia. In auto dal Friuli sono due ore scarse. Si può fare anche in traghetto da Venezia o Trieste, e i prezzi  rispetto alle mete più famose della costa dalmata sono ancora umani.

3.Isola di Saint-Marie – Madagascar

Se volete una meta che lasci davvero a bocca aperta  (nel senso che quando raccontate dove siete stati la gente vi chiede “dove?!”) questa è quella giusta. L’Isola di Sainte-Marie (Nosy Boraha in malgascio) è una striscia di terra di 60 km nel canale del Mozambico, al largo della costa est del Madagascar, con alcune delle spiagge più belle del mondo, la barriera corallina intatta, e da luglio a settembre le balene megattere che passano qui per partorire nei pressi della costa.

Non è una meta facile da raggiungere ( volo intercontinentale fino ad Antananarivo, poi un volo interno o un traghetto per l’isola) ma è ancora lontanissima dal turismo di massa. Gli alloggi sono lodge con le capanne sul mare, il ritmo è quello del Madagascar (lento, completamente), e il contrasto con qualsiasi altra destinazione estiva europea è totale. Non si viene a Sainte-Marie per le comodità. Si viene per ricordare che il mondo ha ancora posti così.

4.Tenerife

Sì, lo sappiamo. Tenerife la conoscete. Ma la Tenerife che conosce quasi nessuno, quella del Parco Rurale di Anaga con la sua foresta primordiale di alloro che esiste da prima dell’ultima era glaciale, quella dei guachinche dove si beve vino locale da 2 euro al bicchiere con carne alla brace, quella del villaggio di Masca arroccato in una gola tra le montagne raggiungibile solo a piedi o in barca, quella del Teide di notte con il cielo stellato a 3.700 metri… quella è ancora tutta da scoprire.

Tenerife non è solo un’isola. È un’isola che cambia completamente a seconda di dove guardate. Il sud è resort e spiagge dorate. Il nord è verde, coloniale e lento. L’est è paesini di pescatori dove il pesce costa meno che in qualsiasi ristorante europeo. In mezzo c’è un vulcano dichiarato Patrimonio UNESCO che di notte è uno dei posti migliori al mondo per guardare le stelle.

Con sette giorni si vede tutto. Con tre si fa già una bella scrematura.